[Now in Italian the table of elements and attributes by Stephen R. Kellert. Image © 2012 Nic Lehoux, courtesy of Perkins + Will Canada]

Stephen R. Kellert (1943-2016), professore emerito di ecologia sociale presso la Yale School of Forestry & Environmental Studies ha fatto avanzare la comprensione della connessione tra gli esseri umani e il mondo naturale.

Kellert è stato infatti un pioniere nell’articolare e applicare i principi della biofilia all’ambiente costruito, incoraggiando l’adozione diffusa della progettazione biofilica (biophilic design).


La progettazione biofilica riguarda la connessione delle persone alla Natura attraverso la forma dell’edificio, i materiali, le risposte comportamentali e psicologiche allo spazio e spaziali e psicologiche allo spazio. Semplicemente inserire alcune pareti verdi o fornire luce naturale sono entrambe ottime strategie, ma da sole, nessuna delle due rende un edificio davvero biofilico.

Cosa rende allora gli spazi biofilici così indelebili, sereni, rigenerativi, e luoghi in cui le persone e comunità prosperano? Attraverso le sue ricerche Kellert ha concettualizzato la progettazione biofilica in 6 elementi, declinati in più di 70 attributi.

Con l’obiettivo di diffondere il biophilic design così come è stato classificato e spiegato da Stephen Kellert, Rita Trombin (psicologa ambientale) e Giuseppe Barbiero (biologo, direttore del LEAF Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta) insieme a Carlo Battisti (Presidente di Living Future Europe) hanno preso l’iniziativa di tradurre in lingua italiana gli elementi di progettazione biofilica ed attributi corrispondenti (Kellert, 2008).

Ho fiducia che questo sarà un passo importante per la diffusione del biophilic design in Italia” ne è convinta Rita Trombin, mentre Giuseppe Barbiero aggiunge “Si comincia ora a comprendere la straordinaria visione di Stephen R. Kellert sulla biofilia e sulla progettazione biofilica”. “Il biophilic design è uno degli assi portanti di Living Building Challenge e degli altri programmi di ILFI – conclude Carlo Battistie dato il crescente interesse, il nostro Istituto ha pensato di mettere a disposizione della nostra community diversi documenti e buone pratiche all’interno della Biophilic Design Initiative.